Funzione e Organo

Trascritto dal working Paper n. 2 del 30/11/1989 della Società  di Cultura Metodologico Operativa

 

  1. Credo convenga prendere le mosse da un'attività chiamata "attenzione", quella di risposta "all'attento!".
  2. Portare a rendersi conto di come essa entri a costituire le "categorie mentali" e del nome ricevuto, di "mente", "spirito", "pensiero" (nelle loro combinazioni triadiche).
  3. Le combinazioni di stati attenzionali, ovviamente, sono analizzabili sino a raggiungere il loro "atomo". Per un analisi di questo si deve ricorrere ad un altro criterio.
  4. Naturalmente l'attività  attenzionale può venire esaminata per la sua durata, intensità  etc.
  5. L'attività attenzionale, oltre al suo procedere autonomo, può venire studiata come premessa, accompagnamento e successione con altre attività , ciò che si indica come "attenzione applicata".
    Per esempio in quali casi si applica e si stacca ? Con quali effetti ? Etc.
  6. L'attività  attenzionale può venire considerata quale funzione di un organo, che si chiamerà "organo dell'attenzione". Questo comporta che a quell'attività  ed al suo organo sia assegnata una finalità , uno scopo.
    (Per esempio si dice che un coltello ha la funzione di tagliare).
  7. Se questo organo è fisico si ritrova e conferma la classica distinzione di "mente e cervello", di "spirito e corpo", e simili. Questo "corpo", visto in chiave anatomo-fisiologica può essere individuato nel sistema nervoso,
    e visto nel funzionamento delle cellule nervose si potrà  parlare anche di "energia nervosa". Soltanto, ora non si avranno più due entità , la mente ed il corpo, la mente ed il cervello, quali due entità  contrapposte e dal
    misterioso legame, bensì due attività  che si innestano l'una sull'altra. Mente é solo il nome del soggetto attribuito alle varie attività  mentali.
  8. Se l'attività mentale é considerata in "operazioni" e "risultati, cioé nella forma dinamica, le operazioni, e statica, i risultati, si ottiene un'attività  "costitutiva" di questi, sicché al cessare dell'atività  cessano anche i risultati.
    Per intenderci, finito di contare 1,2,3 finisce anche il 3.
  9. Non si confonda l'organo con il pezzo anatomico investito di questa proprietà . Fra l'altro, l'organo acquista la finalità della funzione e questa quella dell'organo. Il non esserne stati consapevoli porto ad un teleologismo "naturale".
  10. L'organo viene individuato costruttivamente, fabbricando un meccanismo che, funzionando in un certo modo, permetta che sia svolta quella funzione.
    Il problema si complica quando ci si debba occupare di quel funzionamento,perché la domanda riguarda allora, non tanto la particolarità  del funzionamento, quanto l'isolatezza e l'autonomia, l'autosufficienza di ciò che funziona in quel modo.E' ovvio che l'ebollitore svolge la funzione di scaldare dell'acqua. Ma funzionerebbe senza la rete elettrica che lo alimenta? Ecco allora il ricorso ad un procedimento che di una catena di elementi dipendenti ed interdipendenti, considera come organo di una funzione soltanto l'ultimo. E' chiaro che chi parla non solo di organi, ma anche di organismo connette tra di loro vari organi, attribuendo a ciascuno una funzione, ma spesso assolta solo in connessione con altri, ed in ogni caso come partecipazione ad una funzione globalmente attribuita all'intero organismo, quale la sua sopravvivenza, un suo equilibrio omeostatico, etc. Per esempio, il cervello non funzionerebbe senza l'irrorazione sanguigna e, quindi, senza la pompa del cuore.

 

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